Prati e le imprese legate a uno dei più grandi sogni dell’uomo: il volo

Non c’è parte di Roma che non abbia una storia o un racconto avvincente, per questo rimane, comunque essa sia, nel cuore di ognuno di noi.

Il battesimo dell’aria per la città di Roma prima di diventare capitale d’Italia, avvenne in un giorno di primavera del 1908, in zona Prati.
Léon Delagrange pioniere del volo francese che per il forte vento, con il suo aereo non riuscirà se non a sobbalzare. Una grande delusione per il pubblico, tanto che il Sor Capanna gli aveva dedicato uno stornello satirico.

All’epoca Piazza Mazzini era Piazza d’Armi, una spianata di terra brulla in cui avvenivano esercitazioni militari e parate. In questa epoca si parla ancora semplicemente di Prati di Castello.
È una domenica del 24 maggio del 1908 e da giorni sui muri della città erano comparsi grandi manifesti che proclamano: “Delagrange volerà!! correte tutti in piazza d’Armi“.
Léon Delagrange è uno scultore francese, ha studiato all’accademia di Belle Arti di Parigi ed esposto le sue opere al Salon des Artistes Français, mostra che si tiene annualmente nella capitale francese.

Appassionato alla nascente aviazione si fece costruire dei fratelli Voisin un velivolo, il cui costo è enorme 25 mila franchi, ma la voglia è tanta.
Pronto per l’esibizione in Piazza d’Armi intorno alle 17.00 in una giornata dove condizioni atmosferiche non sono adatte per un decollo.
Il velivolo in pista, l’aviatore ai comandi che avvia il motore comincia la corsa, il fiato sospeso degli spettatori, Il vento troppo forte, l’apparecchio sembra alzarsi all’improvviso raggiungendo un’altezza di 2 metri ma ricade subito giù.
Una magra figura che dà, ai romani del tempo, l’occasione per ridere dello sfortunato francese. Il sor capanna, cioè Pietro Capanna cantastorie stornellatore romano, disse:” volava Delagrange senza boria/ più arto de’na pianta de cicoria“.

Delagrange non desiste e dopo 3 giorni il 27 maggio ci riprova. Tra gli spettatori c’è anche il re d’Italia Vittorio Emanuele III, che impugna una macchina fotografica Kodak. Dopo alcune difficoltà iniziali Delagrange prende il volo. Gira sulla piazza a un un’altezza costante di 2 metri dal suolo. Appena un anno dopo a Roma arriverà Wilbur Wright per dare lezioni di volo a due piloti italiani.

Percorsi d’Arte

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