La Rupe Tarpea

Passando davanti alla Chiesa Santa Maria della Consolazione al Foro Romano, nei pressi del Velabro, mi sono ricordata della Rupe Tarpea. Un luogo poco conosciuto ai molti, ma da tenere in considerazione come luogo da visitare, quando si gira per Roma perché ricco di storie e leggende.

Tra i sette colli di Roma, pur essendo il più basso e il meno esteso, il Campidoglio  probabilmente è quello più legato agli avvenimenti storici della città. Un tempo sede di un antichissimo villaggio, il Capitolium fu il luogo scelto per la costruzione di templi dedicati alle divinità romane e fulcro delle attività politiche e religiose della città.

La rupe Tarpea  è un colle di tufo sul lato meridionale del Campidoglio, dal quale venivano gettati i traditori condannati a morte e tale gesto stava ad indicare simbolicamente l’espulsione dall’Urbe.

Le storie in questo luogo sono tante, descritta da diversi illustri dell’epoca quali Livio, Properzio noto scrittore latino, ed anche lo scrittore filosofo greco Plutarco, tutti con versioni poco distanti ma alla fine la rupe era il simbolo dell’oro, del castigo e del tradimento.

Secondo la tradizione mitografica il nome deriverebbe dalla figura di Tarpeia, vissuta ai tempi delle guerre di Roma contro la popolazione dei Sanniti, IV – III secolo a.C circa.

Molto probabilmente, la storia ha origine dalla Dea Tarpeia, una vergine velstale del Mons Tarpeium, su cui sembra sorgesse la statua della divinità tutelare, posta come un trofeo sopra una catasta di armi.
“La leggenda narra che, ai tempi della fondazione di Roma, il colle fu conquistato dai Sabini, grazie al tradimento di Tarpea, figlia di Spurio Tarpeio, il custode della rocca del Campidoglio. La giovane avrebbe aperto le porte di accesso della città ai nemici, in cambio degli anelli e i bracciali d’oro che gli invasori indossavano al braccio sinistro. La giovane non ebbe comunque fortuna e fu a sua volta tradita dagli stessi Sabini che, una volta entrati, le gettarono addosso i loro scudi, uccidendola”.

Per tutta l’antichità, il luogo, detto Saxum Tarpeius, cioè Rupe Tarpea, sottostante il Foro Romano, fu tristemente utilizzato come burrone da cui venivano gettati i colpevoli di tradimento o chi non voleva testimoniare.

Nel maggio 2019 la famosa casa di moda Gucci ha donato 1,6 milioni di euro, per restaurare e riqualificare questa area, restaurato anche il Giardino Belvedere della villa Tarpea, inagurata il 19 settembre 2021 e aperta a pubblico.

Tra gli obiettivi il riassetto paesaggistico del luogo simbolo della città latina. Il tufo, infatti, scolpito e scavato dal tempo, è oggi un panorama di una bellezza unica nel suo genere, che con i suoi terrazzamenti è uno dei luoghi più panoramici ai piedi del colle.

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