Domus Aurea

Nerone, entrando per la prima volta nella sua Domus Aurea disse: “Bene! Finalmente posso cominciare a vivere come un essere umano!
(Svetonio, Nerone, 31.2.)

Una delle mete da non perdere a Roma è La Domus Aurea “Casa d’oro” in latino, ricca di oro, progettata e concepita per ricevere molta luce solare. Villa urbana costruita dall’imperatore Nerone dopo il grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C. Con la distruzione della città, fu espropriata un’area complessiva di circa 84 ettari dove costruirvi un palazzo che si estendeva dal Palatino all’Esquilino, occupando gran parte del centro urbano.

La villa, probabilmente mai portata a termine, fu distrutta dopo la morte di Nerone. La parte superstite della Domus Aurea, venne occultata dalle successive Terme di Traiano.

La grande residenza, realizzata da un insieme di edifici che formavano padiglioni e spazi verdi, ispirò in seguito Adriano nel edificare la grande villa Adriana alla periferia di Tivoli.

Di tutto il complesso della Domus Aurea le parti sopravvissute alla distruzione successiva alla morte di Nerone e tuttora visibili sono: il padiglione sottostante le Terme di Traiano sul colle Oppio (la Domus Aurea per antonomasia); le opere murarie del ninfeo di Nerone sul Celio (liberamente visibili lungo via Claudia); un tratto dell’Arcus Neroniani; l’acquedotto sul Celio che derivava l’acqua dell’Aqua Claudia per il complesso neroniano (arcate visibili lungo via Santo Stefano Rotondo e in Piazza della Navicella). Il padiglione sotto le terme di Traiano, sebbene in restauro.

Il settore sul Colle Oppio, lungo circa 300 metri e largo 190, dell’immensa Residenza, è il padiglione inserito nelle fondamenta delle successive Terme di Traiano.

In seguito al terribile incendio del 64, gran parte della Domus Transitoria venne sostituita da una più vasta, la Domus Aurea.

« Si fece costruire una casa che si estendeva dal Palatino all’Esquilino che chiamò dapprima transitoria e poi, quando la fece ricostruire, perché era stata distrutta da un incendio, aurea. »

(Svetonio, Nerone, 31.1.)

La maggior parte della superficie era occupata da giardini, con padiglioni per feste o di soggiorno. Al centro dei giardini, che comprendevano boschi e vigne, nella piccola valle tra i tre colli, esisteva un laghetto, in parte artificiale, sul sito del quale sorse più tardi il Colosseo.

Dopo la morte di Nerone, il terreno della Domus Aurea venne «restituito al popolo romano» dagli imperatori successivi.

by Sabrina Rinaldi

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