Madonna del Latte – Orvieto

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di Sabrina Rinaldi

Tra le dolci colline orvietane vicino al lago di Bolsena vi è immersa l’azienda vitivinicola Madonna del Latte a 450 metri di altitudine, località Sugano. In questo ottobre, dove l’autunno si esprime con i suoi contrasti di luce e colori rendendo ancora più magico il luogo, sono stata invitata a conoscerla meglio da Luca Puzzuoli, il patron della manifestazione Risate e Risotti, degustando i loro vini e dei formaggi caprini dell’azienda locale il Secondo Altopiano ( video), un connubio perfetto.

20161009_121919Cinque ettari dedicati a vitigno per lo più di Cabernet Franc. Alta produzione 6500 piante per ettaro in un terreno non sassoso ma vulcanico, sabbioso e tufaceo. Questa ricca salinità si sente nei loro vini con una decisa sapidità.

Nulla è lasciato al caso, anche il nome dell’azienda evidenzia la territorialità, attraverso la storia, l’arte e la cultura radicata in questa area. Chiamata Madonna del Latte per via di Andrea da Pontedera detto Pisano che tra il 1347 e il ’48 era a Orvieto come capomastro della Cattedrale e a tale periodo risale la Madonna con il Bambino nel Museo dell’Opera di Orvieto. Conosciuto per la sua opera alla Porta Sud di bronzo del Battistero di Firenze i cui battenti contengono ventotto formelle.

Una azienda giovane nata nel 2000 da Manuela Zardo e Hellmuth Zwecker, giornalisti enogastronomici che nel loro tanto viaggiare, hanno trovato in Umbria un luogo ideale per realizzare un progetto quello di produrre vino. La conduzione è familiare, il figlio Leon, diplomato in enologia in Austria, stage in giro per il mondo, cura la cantina d’invecchiamento che è una probabile tomba etrusca di 2500 anni fa, ma con tutti gli  alti standard qualitativi. La temperatura è di 12/14 gradi tutto l’anno idonea per la maturazione del vino in condizioni privilegiate.

Tutti i loro vini fanno acciaio tranne uno che fa tonneaux e barrique in rovere francese, dove quest’ultimo  esalta le caratteristiche del vino.
Diversi vitigni hanno piantato, il Cabernet Franc è il primo, scelto dalla proprietaria di origine veneta, che ha compreso che questo territorio è idoneo per questo vitigno. Producono anche Cabernet Sauvignon, Procanico, Verdello, Drupeggio e Grechetto.

Sono tutti biologici. Il loro vino di punta è il:

SUCÀNO, il nome deriva dal borgo dove l’azienda è situata. E’ un rosso con forte prevalenza di cabernet franc, maturato per 24 mesi in botti di rovere francese e affinato per altri 24 mesi in bottiglia.

Nel bicchiere è di un rosso intenso e profondo e al naso si avvertono profumi di caffè, cacao e toni speziati, quali pepe nero, alloro e salvia. Un vino ben strutturato, elegante e godibile, si ottiene solo da uve perfette e ben mature.
Dalle stesse uve hanno ottenuto uno spumante rosé il ROSARIO BRUT e un ROSÉ fermo.

Si producono anche due ottimi bianchi:

ORVIETO DOC autoctono. Questo vino è fatto tradizionalmente da uve di vitigni autoctoni come il Procanico, il Verdello, il Drupeggio e il Grechetto, che provengono da una vigna vecchia di oltre 30 anni.

VIOGNIER IGT Umbria in purezza.
Questo inusuale vitigno a bacca bianca conquista subito con il suo sensuale profumo e le eleganti note fruttate di agrumi, pesca e albicocca.
Il Viognier più conosciuto viene dalla zona del Condrieu, nella Valle del Rodano. Furono i Romani a portarlo lì e pare che Marco Aurelio avesse esplicitamente ordinato l’impianto del suo vino preferito in questa regione francese. Nel 1970  non ne erano rimasti che 14 ettari per il proliferare dei vini di massa. Fortunatamente oggi è stato riscoperto e reimpiantato in vari Paesi come Italia, Austria, Germania e oltre oceano.

Premiato il Viognier 2014 con la medaglia di bronzo della rivista Decanter. I Decanter World Wine Awards sono il sistema di valutazione di vini più grande ed influente del mondo.

La produzione non si ferma al vino, producono anche l’olio extra vergine di oliva 2015 e la Grappa Viognier 2015. E stata una bella esperienza condivisa con altri amici, da ripetere e da consigliare. Ringrazio per la bellissima presentazione di Manuela Zardo e il figlio Leon Zwecker che ci hanno dedicato una giornata tra vigna e cantina a raccontarci la storia dell’azienda e dei loro pregevoli e particolari vini.

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Per informazioni contattare :Madonna del Latte 

 

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Contatti: alfredoverdidemma@gmail.com   o  esploraromablog@gmail.com

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