Uno dei luoghi curiosi e che raccoglie parte della storia di Roma è il Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana a Tor de’ Specchi ed è visitabile e solo una volta l’anno, ogni 9 marzo
È il rito della ricorrenza di Santa Francesca Romana, apertura dalle 9:00 alle 18:00. E’ un’occasione unica, un luogo sacro e d’importanza storica.
“Nella sua lunga storia, la casa di Tor de’ Specchi è sempre stata un punto di riferimento e di accoglienza per molte splendide figure della storia della Chiesa, aprendosi a tutte le molteplici componenti della fraternitas romana.



Nel contempo, il monastero ha mantenuto un legame privilegiato con la famiglia benedettina, che ha sempre venerato Francesca Romana come una madre.
La consuetudine papale di venire a Tor de’Specchi per la festa della santa, il 9 marzo venne inaugurata da Innocenzo X Pamphili. Nel 1645, subito dopo la sua elezione, il nuovo pontefice vi celebrò la messa con particolare solennità e compose l’orazione per l’Ufficio di santa Francesca tutt’ora recitata dalle oblate.
Alcuni cenni storici: Santa Francesca Romana
Nel XIV secolo Francesca Ponziani (1384-1440) era uno dei personaggi più noti di Roma, celebre per la carità e il coraggio con cui affrontò numerose disgrazie famigliari, il ferimento del marito, la prigionia di un figlio, la morte di altri due figli, il saccheggio della propria casa.
Venne proclamata santa il 29 maggio 1608 da papa Paolo V. Gli antichi biografi di Francesca sottolineano che essa sopportò sempre con pazienza i dolori, le disgrazie, i rovesci economici e finanziari della sua famiglia.
Ma nelle tribolazioni della santa essi mettono in luce anche le sofferenze di una città intera, oppressa dalla tirannia, divisa, perennemente in crisi per l’assenza di un governo effettivo.
Alla fine del Medioevo a Roma era assai diffuso il fenomeno religioso delle “case sante”, piccole comunità spontanee di bizzoche e terziarie, che conducevano una vita austera, povera e casta, fatta di lavoro manuale, di preghiera, di condivisione dell’altrui sofferenza. La differenza di questo tipo di vita rispetto al monachesimo femminile tradizionale era radicale, per la semplicità dell’organizzazione comunitaria, per la libertà di vincoli gerarchici di subordinazione, per l’assenza di formalismo.
L’oblazione
“Il 15 agosto 1425 Francesca e nove compagne, tutte esponenti di facoltose famiglie romane, si offrirono come oblate al monastero olivetano di Santa Maria Nova di Roma: il loro intento era inizialmente quello di dar vita a una confraternita di devozione, ma il 25 marzo 1433 presero in affitto un’abitazione all’ombra della Torre de’ Specchi, nel rione Campitelli, e iniziarono a condurre vita comune dedicandosi alla preghiera contemplativa e al lavoro manuale, vivendo da eremite all’interno delle mura urbane, legate da promessa di stabilità e obbedienza, ma senza voti e senza clausura.
Soltanto nel 1958 l’oblazione, per decreto di papa Giovanni XXIII, assunse il valore giuridico di voti semplici, pubblici e perpetui che non implicavano la clausura. Questa svolta si era resa possibile, senza che si snaturasse la fisionomia peculiare di Tor de’ Specchi, dal momento che il Codice di diritto canonico del 1917 aveva finalmente riconosciuto le Congregazioni religiose di voti semplici.
Monastero delle Oblate di santa Francesca Romana
via del Teatro di Marcello, 32
00186 – Roma – Italia
Pensando a Santa Francesca Romana non posso non menzionare la Chiesetta di S. Maria in Cappella e la casa di riposo di Santa Francesca Romana in Vincolo di S. Maria in Cappella, costituita dove una volta vi era il Casino di Donna Olimpia




All’apice del suo potere, Donna Olimpia dispose anche di un Casino costruito sulla riva destra del fiume, nei pressi dell’antica chiesa S. Maria in Cappella (si trova in vicolo di S. Maria in Cappella, Trastevere). Con la costruzione del lungotevere, avvenuta alla fine dell’Ottocento, il Casino di Donna Olimpia fu sostituito da un edificio di cinque piani (l’ultimo è occupato da una piccola loggia). Della vecchia costruzione restano quadri, acquarelli e fotografie.
Caspar Adriaensz van Wittel, detto Casper, e conosciuto in Italia come Gaspare Vanvitelli, o Gaspare degli Occhiali (Amersfoort, 1653 – Roma, 13 settembre 1736), è stato un pittore olandese naturalizzato italiano
La casa di Riposo
La casa di riposo S. Francesca Romana, con sede in Roma, vicolo Santa Maria in Cappella è un’istituzione privata, realizzata nel 1971 da Donna Orietta Doria Panphilj ed il marito Frank Pogson Doria Pamphilj costituendo una fondazione denominata “Casa di Riposo S. Francesca Romana”.
“ Lo scopo è di provvedere al ricovero, mantenimento e assistenza di persone anziane e con la dotazione alla fondazione stessa del complesso immobiliare sede della casa e della chiesa S. Maria in Cappella, immobili entrambi di proprietà privata di Donna Orietta Doria Pamphilj, allo scopo di onorare nel modo degno e duraturo la memoria del Cav. Don Carlo Doria Pamphilj nonché del Principe Filippo Andrea Doria Pamphilj”.
Dal 1843 il principe ed i suoi eredi hanno destinato il fabbricato come ospizio dei Cronici e ricovero allo scopo di mantenere in vita una antica istituzione, essendo stato utilizzato, detto fabbricato, fin dal secolo XIV, quale ospedale ove S. Francesca Romana esercitò opere di carità
“Le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita”
Marc Levy