LA NOTTE DELLE STREGHE il 24 giugno.

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Venditori di lumache

Ritornano in voga le feste religiose e profane. Tra le più sentite nel passato a Roma è quella di San Giovanni, patrono della città, tradizionalmente conosciuta come la Notte delle Streghe, si festeggia il 24 giugno. La storia delle credenze e delle tradizioni relative alla notte delle streghe di San Giovanni varia nel nostro Paese, di regione in regione. In questo periodo dell’anno sono associate tante superstizioni  e i proverbi Continua a leggere

17 Aprile 1944 Street art Quadraro.

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Mi piace comprendere il perché di queste opere surrealiste collocate in un determinato posto e il loro messaggio. Non sempre sono poste per riqualificare un area degradata, ma per lasciare un messaggio di ricordo, di una storia passata con cicatrici profonde lasciate nella memoria di molti. Di seguito la motivazione che nasconde anni bui del nostro paese.

Un muro simbolico, su cui il 17 aprile del 1944 centinaia di uomini del quartiere Quadraro vennero messi in fila, dopo un rastrellamento dalle truppe tedesche. La fucilazione non avvenne: si trattò solo di una vile intimidazione, a cui seguì la deportazione. Il murales di Dilka Bear (Alma-Ata, Kazakistan, 1977) e Paolo Petrangeli (Norcia, 1980) è una finestra di speranza disegnata sul ricordo. Il soggetto, dai contorni pop-surrealisti, è una bambina: occhi enormi e sguardo fisso, come un candido automa. La tempesta di viti, molle e bulloni, che penetra la testa di porcellana, schizza fuori dal lato opposto, trasformata in una girandola colorata di animaletti meccanici. La fantasia che rende umani, costruendo
mondi nuovi.” – cit.
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Ti è piaciuto l’articolo? Vuoi proporci dei percorsi? Se sei interessato e vuoi saperne di più, contattaci l’Associazione Esplora Roma e Dintorni organizza visite guidate. Per informazioni puoi contattarci tramite e-mail: esploraromaedintorni@gmail.com saremo lieti di scambiare idee e opinioni.

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Colombario di Pomponio Hylas

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La storia si ripete come dice De Gregori in una nota canzone e così anche nell’antichità, chi non poteva permettersi un sepolcro privato si iscriveva ad un’associazione funeraria che, mediante il versamento di una modesta somma, assicurava l’accoglimento delle ceneri del defunto in un colombario.
Quello di Pomponio Hylas è forse il più interessante tra quelli giunti fino a noi. Si nasconde nei sotterranei del parco degli Scipioni, nascosto da un piccola struttura di ricovero attrezzi o altro. E invece ti ritrovi scendendo delle strette scale d’accesso una bella iscrizione a mosaico che ricorda il nome del pronome del sepolcro collettivo e di sua moglie Pomponia Vitalinis,  la lettera “V“sopra il suo nome sta ad indicare che era ancora viva.

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I due grifoni ai lati di una cetra svolgono una funzione contro il malocchio. Religione e superstizione nella Roma antica sono una cosa sola. Probabilmente il colombario esisteva già all’epoca di Hylas, ai quali si attribuisce un restauro e la presa in gestione della struttura. Il sospetto deriva dal fatto che la nicchia principale ospiti le ceneri di altre due persone: Granius Nestor e Vinileia Pedone, che paiono ritratti con in mano un rotolo accanto ad una cesta, elemento tipico dei riti dionisiaci.

Al di sotto vi è una folta vegetazione che trasforma il sepolcro in una giardino dove si aprono molte nicchie alcune più ricche altre più semplici. Dipendeva dal denaro disposizione del defunto. Tanto dovevano averne quelli che si costruirono un tempio miniatura decorato dalla scena di Chirone che impartisce lezioni di vita ad Achille, a rilievo sul fondo blu.

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Roma nasconde così tante bellezze e curiosità che è impossibile conoscerle tutte. Ancora oggi durante diversi scavi ci troviamo di fronte a tesori inestimabili, che sistematicamente aggiungono tasselli nella nostra storia e che molto spesso ne modifica teorie prese per buone fino ad oggi.

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Ipogeo di via Dino Compagni

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di Sabrina Rinaldi

Deve essere stata una bella sorpresa per gli operai che nel 1955 mentre gettavano le fondamenta del palazzo in via Latina all’improvviso  vedere cedere la terra e comparire un ambiente sotterraneo completamente affrescato. Sicuramente qualcuno cercò di approfittarsene staccando Continua a leggere

Giovanna Marturano e il suo 25 Aprile di Martina Barone

Io ho avuto la fortuna, se non dire l’onore, di aver potuto conoscere Giovanna Marturano (detta Giovannina o nonnina), anche se a quei tempi ero piccola e le storie che mi raccontava mi sembravano soltanto storie, racconti e solo più in là capivo il loro significato. Per me è stata sempre un grande esempio di vita, di forza e anche di coraggio per quello che faceva e per quello in cui credeva! Ideali che oggi, purtroppo, non ci sono più. Ha sempre cercato di spingere noi giovani a crearci un futuro migliore di questo, a farci capire l’importanza di quello che abbiamo, dello studio, a farci amare il nostro paese, a non scoraggiarci mai di fronte a delle ingiustizie, ma di andare avanti, sempre, a testa alta e soprattutto con la nostra testa e le nostre idee. È stata una grande piccola partigiana, che ha preso parte alla Resistenza fra gioie e dolori, fra paura e coraggio. Lo so che fare questo discorso ora, per alcuni, ha poco senso. Ma penso che quel lontano 25 aprile non dev’essere ricordato soltanto nel medesimo giorno, ma come lei ha dimostrato a me, ogni suo giorno è stato un 25 aprile.Sei sempre nel mio cuore nonna Giovannina ❤
Martina

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VIA DEGLI INFERI, zona etrusca nei pressi di Roma.

Oggi visita ad una necropoli vicino Roma, dove il G.A.R sta lavorando. Un luogo affascinante a presto un post su quest’area ancora sconosciuta. Grazie a Roberto della Ceca, Stefano Belmonti, Massimo Petrelli Stefano Giorgi, che mi hanno accompagnato e raccontato il loro bellissimo lavoro e le loro sfide per portare alla luce una parte della nostra storia.

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Necropoli di Villa Pamphili

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Il livello di civiltà di un popolo può essere giudicato dalla qualità del culto dei morti. Più complesso e popolato il mondo dell’aldilà, più è ricca la cultura di una popolazione. Gli antichi romani e le loro diverse tipologie di sepolcri dimostrano una profonda fede nella vita oltre la morte.
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A Roma non esistevano soltanto i mausolei monumentali quelli degli imperatori e dei nobili sulla Appia Antica. Ma lungo tutte le vie consolari si aprivano necropoli di varia natura. Ogni classe sociale aveva diritto ad una degna sepoltura. Le tombe più frequenti sono quelle a colombario, sparsi un po’ in tutta la città: se ne trovano lungo l’Ostiense, l’Appia la Flaminia e anche sull’Aurelia.
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Anche all’interno del parco di Villa Pamphili esistono necropoli nei pressi del casino Algardi,forse da mettere in relazione al popoloso quartiere Trastevere. La seicentesca villa Algiardi adesso è luogo di rappresentanza del governo, il che rende complicata la visita del sito.

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Nell’Ottocento già erano state scoperte centinaia di nicchie. Nel 1984 con ulteriori scavi nel sepolcro sono state rinvenute oltre 500 nicchie dove venivano riposte le urne di altrettante persone ognuna ricordata col proprio nome su un’apposita targhetta, di età augustea.
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Spesso queste sepolture collettive erano costruite da una famiglia più abbiente, che vendeva i posti a chi ne aveva bisogno e permetteva l’accesso ai parenti di svolgere periodicamente i riti funebri. La frequentazione assidua di questi Colombari giustifica le decorazioni, a volte davvero pregevoli.
Gli affreschi più importanti sono stati staccati e giacciono ora nei magazzini del Museo di Palazzo Massimo.
Queste scene di contorno dovevano creare un contesto leggero e sereno accanto alle figure delle divinità vicine ai defunti.
A tutt’oggi si conservano alcuni resti murari di sepolcri dalla fine dell’età repubblicana alla metà del II sec. d.C.

Da vedere
Basilica e Catacomba di San Valentino.
Chiesa di Santa Maria Antiqua
Chiese Mariane su templi pagani                                                                                                          Colombario di Pomponio Hylas                                                                                                              Sant’Urbano alla Caffarella                                                                                                                      Basiliche di Santa Prassede e Santa Pudenziana

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Visita al Roseto Comunale di Roma.

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