LA FONTANA DELL’ACQUA PAOLA nota a tutti come il Fontanone.

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di Sabrina Rinaldi

L’acqua è ritenuta da tutti un bene prezioso ma noi romani siamo così abituati ad avere mille fontane e fontanelle in ogni dove, che non riusciamo ad apprezzarne l’importanza.

Una delle tante bellissime fontane sparse per Roma è sul Gianicolo, che si erge con tutta la sua maestosità, è la fontana dell’acqua Paola nota a tutti come il Fontanone, si trova al termine dell’acquedotto voluto dal Pontefice Paolo V Borghese, da cui deriva il nome, per fornire l’approvvigionamento idrico al rione Trastevere che fino ad allora aveva soltanto a disposizione dei pozzi e l’acqua del fiume. Si trattò, però, di acqua non perfettamente potabile, per cui i romani delusi coniarono il dettoValere quanto l’acqua Paola“, cioè valere poco o nulla!

In effetti l’acquedotto Paolo era l’originario acquedotto di Traiano ripristinato nel Rinascimento. L’acqua proveniva dal Lago di Bracciano e nella antichità si utilizzava per mettere in movimento i mulini di Roma. Vennero aggiunte delle condotte secondarie all’acquedotto che consentirono di rifornire di acqua il Vaticano con i suoi giardini ricchi di fontane alcune progettate o rinnovate per l’occasione e naturalmente quelle di Piazza San Pietro. Il Fontanone fu progettato da Giovanni Fontana (1540-1614) in collaborazione di Flaminio Ponzio (1560-1613) tra il 1610 e il 1612.                                             

La facciata monumentale del Fontanone, animata da angeli, mostri e draghi, è costituita da cinque archi e sei colonne in granito, delle quali quattro provengono dalla facciata dell’antica basilica di San Pietro. Altri marmi furono presi dal tempio di Minerva nel foro di Nerva. Il suo vastissimo bacino è opera di Carlo Fontana.

Il piazzale offre una visuale meravigliosa della fontana e uno splendido scorcio su Roma che ai tempi di Paolo V non esisteva. Papa Alessandro VIII (Pietro Vito Ottoboni) fece aumentare la portata dell’acquedotto e realizzare il piazzale mediante lavori di terrazzamento. Nel progetto originario il prospetto, era composto da tre finestre in corrispondenza degli archi centrali, mentre gli archi laterali erano ciechi. L’acqua si riversava in cinque vasche di granito poste negli intercolumni degli archi.

_DSC3042La prova generale del funzionamento della Fontana – Mostra fu caratterizzata da una fuoriuscita dell’acqua talmente forte da rompere la balaustra di marmo e precipitare a valle: allora non c’era la piazza attuale ed il Fontanone era pressoché a picco sulla via sottostante. Alla elezione di Paolo V Borghese Pasquino così commentava: Dopo i Carafa, i Medici, i Farnese or si deve arricchir casa Borghese”.                                                                                        

Il Papa per realizzare la fontana aveva messo delle gabelle sul vino e alla inaugurazione tutti i romani accorsi per ammirare il Fontanone attivo, videro l’imponente massa d’acqua che si riversava a cascata giù per la scarpata e Pasquino scrisse: “Il miracolo è fatto, o Padre Santo / Con l’acqua vostra, che vi piace tanto / Ma sarebbe il portento assai più lieto / Se l’acqua la cangiaste in vin d’Orvieto” e anche alla morte del Papa non si risparmiò nel commentare: “Morto Papa Sisto sia lodato Gesù Cristo”.  

 

Servizi per la Tutela dei Beni Culturali. Percorsi Culturali per coloro che amano l’Arte. 

Galleria Artisticamente Liberi

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