UTILIZZIAMO I RIFIUTI 1975.

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Ricollegandomi al post sulle targhe di qualche giorno fa, ho voluto riscrivere  l’articolo di Pierluigi pubblicato nel 1975, per evidenziare che nulla è cambiato:

“È da qualche anno, da quando la cosiddetta civiltà dei consumi ha spodestato le altre forme di convivenza civile, che dovunque, perfino nei piccoli centri di provincia con pochissimi abitanti, il problema dei rifiuti è diventato uno dei più gravi e dei più attuali.

Certo questo problema non si risolve solamente e facilmente gettando la spazzatura dove poco prima c’era un pezzetto di verde facendolo diventare

un immane e maleodorante immondezzaio.

Abbiamo visto nascere ultimamente e molto rapidamente centinaia di collinette formate da ogni specie di residuo: uno spettacolo che mai avremmo voluto vedere.

Per dare una soluzione alla questione, occorre invece vedere le possibilità concrete di utilizzazione di questi rifiuti ritenuti ormai inservibili.

Solitamente la spazzatura viene trasportata verso luoghi il più possibile fuori mano ove sono scaricati così senza tante preoccupazioni. È tuttavia chiaro che nel giro di pochi giorni quella zona sarà colma, oltre che di rifiuti, anche di topi dalle notevoli dimensioni e di insetti, portatori di pericolose malattie infettive.

Una recente amara statistica ha reso noto che ogni romano ha la bellezza di sette topi a testa, e non c’è da stare molto allegri.

I rifiuti spesso sono utilizzati come riempitivo di cave, depressioni e buche di ogni tipo, ma, per la maggior parte dei casi, non sono ricoperti né da terra né da altri materiali come per esempio catrame o bitume. La cosa più grave, però, è certamente il fatto che essi non sono neppure disinfestati per eliminare eventuali danni alla situazione igienica.

Ci sono dei forni d’incenerimento che assimilano le immondizie producendo dell’energia elettrica, oppure dei macchinari che fanno diventare i residui degli ottimi fertilizzanti.

Ma quella che appare una delle migliori vie d’uscita è senz’altro il riciclaggio che permette praticamente di recuperare dai rifiuti quelle sostanze che possono essere riutilizzate. Sentiamo spesso ripetere da varie parti (TV compresa) che la carta costa troppo: ecco allora il consiglio di non distruggerla, dopo averla usata. Infatti anch’essa, per mezzo di apposite apparecchiature meccaniche, viene riciclata e immessa di nuovo sul mercato. È vero, d’altra parte, che- almeno nella nostra città- sono stati realizzati centri di raccolta, di smaltimento e, soprattutto, di sfruttamento dei rifiuti. Gli stabilimenti romani, anzi, sono all’avanguardia non solo in Italia, ma anche in Europa.

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Ma le esigenze crescono, si ingigantiscono addirittura con l’aumento della popolazione. Di qui la necessità di programmare, e poi realizzare, altri centri al fine di non trovarsi impreparati, di non farsi prendere, come si dice, in contropiede.

Tornando al problema dei rifiuti, c’è da osservare che l’avvento dell’era di austerità, causata dalle risapute difficoltà di reperire le materie prime (leggi: petrolio), ha in un certo senso aiutato il problema stesso. C’è molta gente, ora, che, prima di gettare via un qualunque oggetto, ci pensa due volte.

Non indifferente, sebbene spesso criticata, si rivela poi l’iniziativa del Comune – ripresa in occasione dell’Anno Santo – con la campagna di “Roma pulita.” Qui lo scopo, potremo dire, è duplice: il primo è quello di formare in ogni cittadino una coscienza civica nell’interesse proprio e della collettività in cui opera. Ognuno infatti ha il diritto di vivere in un ambiente sano e, nello stesso tempo, ha il dovere di mantenerlo tale. Il secondo scopo riguarda una efficace responsabilizzazione di ciascuno e di tutti, convinti che da ciascuno e da tutti dipende la crescita civile della società.

Senza troppo ottimismo, ma con molta speranza, concludiamo affermando che, solo che si voglia, dai rifiuti potranno nascere anche fiori.

Pierluigi Sabatini – da ROMA OGGI luglio-agosto 1975″

Articoli da leggere:

Multe e sanzioni, già nel Seicento. Un problema purtroppo ancora attuale.

A ferragosto si celebrava il trionfo di Nettuno. Gli antichi romani allagavano Piazza Navona.

 

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