Turista nel giubileo romano

Turista nella propria città

Vi è mai capitato di vivere due volte lo stesso momento? Quello che chiamano un “Déjà-vu” che in francese significa  “già visto” la sensazione di aver già vissuto una situazione, anche se è la prima volta.

Così in un fine settimana di aprile decido di fare la turista nella propria città. Un itinerario inusuale ma singolare. Partiamo da Piazza di Spagna.

trinità dei monti sabrina rinaldi
Turista nella propria città

Bellissimo scenario, alla base della scalinata la Barcaccia realizzata dal Bernini,  restaurata e riportata al suo antico splendore. La scenografica scalinata di Trinità dei Monti, realizzata dall’architetto De Sanctis nel’700 su progetto  berniniano di cui oggi ricorre l’anniversario con i suoi 300 anni, conduce alla chiesa intitolata alla Santissima Trinità con i suoi campanili.

Curiosità:

in uno c’è un orologio nell’altro una meridiana e c’è un motivo. Se avete tempo fate una visita al Convento.

convento sede della comunità del Sacro Cuore e delle Fraternità Monastica di Gerusalemme

A fianco la chiesa vi è il convento sede della comunità del Sacro Cuore e delle Fraternità Monastica di Gerusalemme. Tale edificio fu iniziato tra il 1502 e il 1585 dal re di Francia Luigi XII. Il convento custodisce delle meraviglie realizzate dai gesuiti, artisti e studiosi, che diedero un impulso importantissimo alla prospettiva e alle sue applicazioni, che ancora oggi possiamo ammirare e godere non solo nel Barocco Romano.

Le prime anamorfosi affrescate con effetti illusionistici del gesuita Andrea Pozzo nel 1694. Qualche foto

e proseguo verso Fontana di Trevi passando in via della Calcografia e visito la fondazione della Calcografia Nazionale. Una storia lunga ed affascinante ha questo luogo.

L’entrata è libera si possono ammirare le molte matrici calcografiche raccolte nel tempo anche di alcuni lavori del Valadier.
Adesso ospita la mostra con opere di artisti famosi quali: Boccioni, Klimt, Kentridge, Burri, ed altri.

Turista al giubileo a Roma

Proseguo ed arrivo a Fontana di Trevi che per il Giubileo è ritornata a splendere più di prima! Qualche foto  anche se la piccola piazza è piena di turisti come me.

Arrivata qui, non posso perdermi l’ex Cinema Trevi e la sua insula romana nei sotterranei. Il biglietto è di sole 4€ vale la pena. Prima però prenotate se no l’ attesa è lunga. Dopo essere riaffiorata dal sottosuolo romano, mi dirigo, attraversando via del Corso, direzione la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola. Il grande mecenate dell’opera fu il vescovo Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV.

Deceduto nel 1623 aveva canonizzato Ignazio di Loyola. Ed eccomi ad ammirare le anamorfosi dell’ affresco la Gloria di sant’Ignazio di Andrea Pozzo e la finta cupola anch’essa dello stesso artista. Appagata di tanta bellezza e fatte alcune foto

Mi affaccio alla Biblioteca Casanatense che detiene tesori unici come i mappamondi del 700 che sono da ammirare per la loro bellezza.

Palazzo seicentesco, ex casa generalizia dei Padri Domenicani, custodisce una raccolta di 400.000 volumi. Quattrocentomila, avete letto bene! Ovviamente non mancano i libri proibiti, censurati dall’Inquisizione: per riconoscerne la gravità ci basta contare le croci, segnate come vere e proprie lettere scarlatte.

Tra i tesori del Salone troviamo i mappamondi più grandi di Roma.
Le dimensioni straordinarie dei due globi, quasi 5 metri di circonferenza, resero necessario l’ampliamento della porta d’ingresso e il successivo assemblaggio in loco.

Le sfere sono dipinte a mano dal cartografo Silvestro Amanzio Moroncelli e rispondono alla richiesta dei committenti domenicani che volevano “di quella maggior grandezza che fosse possibile”.
I due mappamondi rappresentano:

  • • la sfera ancestrale con i nomi dei venti e i segni zodiacali, accompagnati dall’indicazione del nome in latino, greco, arabo e nelle varie lingue europee
  • • la sfera terrestre con le costellazioni zodiacali, i mesi e i venti. Una legenda in latino ricorda le esplorazioni di celebri navigatori, altre in italiano riportano le terre fino ad allora conosciute.

Compaiono anche i ritratti di Girolamo Casanate e dello stesso Moroncelli
 
Una curiosità: i globi si trovano a poca distanza dal luogo in cui Galileo Galilei ha abiurato la teoria eliocentrica, un vero paradosso vero!

Uscendo su via di Sant’Ignazio, mi dirigo verso via del piè di marmo, il nome deriva dal grosso piede della statua di Iside, soprannominata donna Lucrezia, il cui busto sta a Piazza San Marco ed è una delle statue parlanti romane.

Quasi di fronte al piede la nota cioccolateria di Moriundo e Gariglio. Un vero scrigno di altri tempi. Fu Angelo Moriondo che inventò e brevettò, nel 1884, la prima macchina per il caffè espresso istantaneo a Torino.

Ritorno sui miei passi e mi dirigo in via della Gatta. Anche qui il nome deriva da una storia o leggenda di una gatta che salvò un bambino che si era sporto troppo dalla finestra e lò salvo miagolando.

la gatta a palazzo grazioli

Così in ricordo venne messo sul cornicione di Palazzo Grazioli una piccola statua del felino, in pochi ci fanno caso o lo sanno. In ogni caso anche questa statua fa parte del tempio di Iside.

Arrivo a corso Vittorio Emanuele direzione Chiesa del Gesù più precisamente  alle Camerette di Sant’Ignazio, anch’esse gratuite. Ancora una volta Andrea Pozzo mette in atto la sua maestria illusoria. Vale la pena andarci.

Appagata da tanta bellezza  e fatte le foto ricordo come tutti i turisti rientro tra i vicoli della città eterna arrivando a piazza della Minerva. Qui sul muro della Chiesa ci sono i segni che ricordano le alluvioni che ci furono prima della costruzione dei muraglioni del tevere.

Troviamo il famoso “purcin della Minerva“, l’elefantino con sopra uno dei obelischi egizi. Realizzato dal Bernini con dietro una diatriba con i Domenicani tanto che resero goffo l’elefantino e l’artista per vendicarsi  rivolse il posteriore verso il convento domenicano, accentuandone la posa irriverente con la coda leggermente spostata e con il movimento all’indietro della proboscide, ad indicare le terga in una sorta di saluto impertinente rivolto ai frati che l’avevano osteggiato.

Proseguo verso il Pantheon tomba di Raffaello che fu il primo commissario dei Beni Culturali.

Ed arrivo alla chiesa di San Luigi dei Francesi qui potrò ammirare il Caravaggio. Tre opere uniche gratuite da sempre!

Sono a due passi da Piazza Navona la raggiungo e mi siedo in una delle panchine ad ammirare così tanta bellezza.

Appagata e fatte tante foto, mi dirigo verso il Chiostro del Bramante. A fianco, la Chiesa di Santa Maria della Pace del’400. All’interno gli affreschi di Raffaello e di altri artisti di spicco come Gentileschi padre.

Stanca vado  all’interno del Chiostro dove vi è un bar tutto colorato con affreschi grotteschi, ricco di fiori. Sembra di essere nel giardino terrestre.

La giornata sta volgendo verso il tramonto. Torno a casa con tanti ricordi ed emozioni come una turista, ma speciale, turista in casa propria.
Alla prossima