Palazzo della Calcografia

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Alcuni cenni storici dell’Istituto centrale per la grafica.
Il Cardinale Cornaro, una figura di spicco nella Corte romana dell’epoca, acquista nel 1579 una casa sita presso la chiesa di Santa Maria dei Crociferi.  Nel 1582, il cardinale richiede l’intervento dell’architetto siciliano, allievo di Michelangelo.  Palazzo Cornaro posa sui resti dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine, inaugurato nel 19 a.C. e restaurato sotto l’Imperatore Claudio.
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Fino al 1628, il palazzo non subisce modifiche e rimane residenza dei Cornaro. In seguito viene dato in affitto a illustri personalità ecclesiastiche. Nel 1647 Francesco Cornaro vende il palazzo a donna Olimpia Pamphili, la cui famiglia ne manterrà la proprietà fino al 1777. In questo lasso di tempo, il palazzo, come del resto tutta la zona, subisce grandi modifiche e diventa una dimora sempre più prestigiosa, anche grazie all’unificazione con i palazzi attigui, fino ad arrivare alla Piazza di Trevi.

Nel 1777 Andrea Doria Pamphilj cede parte del palazzo alla Camera Apostolica, per interessamento di Pio VI, che vi collocherà la Stamperia camerale. In particolare, viene ceduta l’ala verso la fontana di Trevi e metà del palazzo cinquecentesco.
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Nel 1834, Giuseppe Valadier amplia la sede della stamperia, costruendo il palazzo che è attiguo al palazzo Cornaro, progettò l’edificio e ne diresse i lavori.

Palazzo della Calcografia

I tempi di costruzione, dall’agosto del 1835 al giugno 1837, furono rapidi e le relazioni tecniche molto dettagliate, permettendoci così di conoscere perfettamente l’aspetto originale del Palazzo, di squisito gusto neoclassico nelle proporzioni e nei colori impreziositi da rifiniture dorate. La facciata era sormontata al centro dal grande stemma del papa Gregorio XVI Cappellari, affiancato da cornucopie colme di frutti. Lo stemma fu collocato nel 1888 sopra la fontana dell’esedra e poi nel 1975 in fondo al cortile a sinistra, dove ancora si trova.

Le sei grandi finestre al piano terreno, concepite per l’esposizione delle stampe in vendita, presentavano degli originali sportelloni di chiusura inventati dal Valadier e venivano calati a scomparsa nelle cantine con ingegnosi meccanismi.

La destinazione funzionale degli ambienti rispecchiava i criteri di impostazione del Direttore Valadier, con la preminenza assoluta delle esigenze di commercializzazione della raccolta camerale di rami: alle ampie finestre sulla strada che richiamavano l’attenzione del pubblico corrispondevano internamente, a destra, il locale dei torchi per la produzione delle stampe; a sinistra la sala dello “spaccio”, dove avveniva la vendita diretta delle incisioni, dietro alla quale si trovava il magazzino dei rami, questa ala è oggi tutta destinata alle mostre.

Nel 1975 nasce l’Istituto Nazionale per la Grafica dall’unione della Calcografia Nazionale, di eredità pontificia e del Gabinetto nazionale delle stampe. Nel 2008, tale unificazione scientifica finalmente si è tradotta nella riunione in un’unica sede: gli edifici contigui di Palazzo Poli e della Calcografia sono entrati in comunicazione logistica, e contemporaneamente le distinte collezioni della Calcografia e del Gabinetto delle Stampe si sono unificate.

La fondazione della Calcografia Nazionale nel 1738 è il risultato di una lunga trattativa  che vede impegnati papa Clemente XII (1730-1740) e suo nipote Neri Maria Corsini (1685-1770),  protagonista della vita culturale romana per lunga parte del Settecento, nell’acquisto della storica Stamperia De Rossi. L’Istituto ha raccolto sin dalla sua fondazione un numero sempre crescente di matrici calcografiche.

Via della Stamperia oggi ospita la mostra sulla Stamperia Reale Borbonica fino al 3 aprile.

Sabrina Rinaldi

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