DALLA TOSCANA ALLA SICILIA. DOMINI CASTELLARE DI CASTELLINA.

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di Sabrina Rinaldi@

Sono stata all’evento ideato e organizzato da Ciro Formisano e Antonio Pocchiari della CT Consulting Events, consigliato dalla mia amica Cristiana Curri. Una iniziativa mirata a valorizzare l’incontro tra l’eccellenza del vino e l’arte, in una della più antiche dimore private barocche la Pinacoteca del Tesoriere nel cuore di Roma, con oltre 35 aziende vinicole considerate tra le migliori nell’ambito del panorama italiano ed internazionale di eccellenza. Ho avuto la fortuna di conoscere Andrea Cabib  Direttore Commerciale di Domini Castellare di Castellina, presentandomi il suo Chianti classico DOCG 2014, Chianti riserva DOCG 2013, Governo 2015 IGT, Vermentino RDF 2014 DOC, Ornello 2012 DOC, Le Sughere di Frassinello 2012 DOC.

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Domini Castellare di Castellina è l’unione di quattro aziende ricche di storia e con una collocazione geografica diversa ma accomunate da uno stile produttivo votato all’eccellenza e riconosciuto a livello internazionale. Castellare di Castellina, nel cuore del Chianti Classico, Rocca di Frassinello, nella Maremma toscana tra Scansano e Bolgheri, Feudi del Pisciotto, nel cuore della Sicilia fra Caltagirone e Piazza Armerina, e Gurra di Mare, vicino a Porto Palo, l’antico porto di Selinunte, in una delle zone più ricche di storia dell’intera Sicilia.” – Fonte Castellare.

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Castellare di Castellina è la più antica, con i suoi oltre 30 anni di storia ed un nome affermato ai vertici assoluti di tutte le voci più autorevoli del mondo del vino.

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Rocca di Frassinello, inaugurata il 30 giugno 2007 con la progettazione della cantina realizzata da Renzo Piano, è nata come joint venture di ambizioni internazionali (e l’unica mai realizzata nel mondo del vino tra un marchio francese ed uno italiano) tra Castellare di Castellina e Domaines Barons de Rothschild (Lafite).”- Fonte Castellare.

Sono rimasta affascinata da questa azienda, dal vino che ho potuto degustare e da come si possa creare un’osmosi mantenendo cultura e tradizioni di una terra che da i suoi frutti, senza rinunciare alle innovazioni nella produzione.

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Questo “dialogo” non perde di vista l’arte, il paesaggio, con una architettura che ha progettato seguendo meticolosamente tutto ciò che il territorio esprime. Anche le loro etichette realizzate hanno un loro perché, costituiscono una  vera e propria collezione, ogni anno cambia il volatile per tutti i vini. l disegni dei vari uccelli proposti, sono di uno dei più grandi ornitologi della storia, il grande disegnatore John Gould. Nulla è lasciato al caso, tutto ha senso, tutto è semplice, vero, umano. Incredibile un vero bouquet di valori, di profumi, culture e essenze.

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Renzo Piano, una volta disse in riferimento alla città: “Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città, è il riflesso di tante storie.”

Il pensiero di Piano, si riflette in tutta la sua filosofia di progettazione e credo anche nell’idea di questa meravigliosa azienda, legare la tradizione alla modernizzazione, dove l’enologo è l’interprete quotidiano dei cicli naturali della vite e dell’evoluzione del vino in cantina. Senza dimenticare di colmare il divario che si stabilisce nella produzione del vino tra tecnica e cultura/natura.

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Piano ha concepito una cantina essenziale nelle forme e pensata non per essere un museo o un monumento, ma esaltando la funzionalità di quello che è e rimane uno stabilimento, un luogo dove si svolge un lavoro, certo particolare, rituale, quasi sacrale, ma allo stesso tempo umile. Solitamente le cantine hanno uno sviluppo progressivo ed orizzontale dei locali ad assecondarne l’ordine produttivo: dalla tinaia, alla barriccaia fino ad arrivare al magazzino. Piano ha rivoluzionato questa concezione degli spazi ponendo al centro la barricaia, sottoterra per mantenere naturalmente stabili umidità e temperatura. Un grande quadrato di 40 metri per 40 con un immenso solaio che si regge senza il sostegno di alcuna colonna. Intorno, come una cornice larga 20 metri, la distribuzione di tutte le funzioni del ciclo produttivo. Su due lati sono distribuiti i tini in acciaio e sopra ciascuno di essi vi è un chiusino sul tetto sovrastante. Il tetto altro non è che il grande piazzale nato dalla copertura della barricaia (il sagrato, lo chiama Piano), da quei chiusini, per caduta, scende l’uva che viene portata in cassette e che prima di scendere senza lo stress delle pompe viene selezionata su appositi banchi. Sugli altri due lati sono tutte le altre funzioni: imbottigliamento, stoccaggio, magazzino e via dicendo.” – Fonte Castellare.

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Ringrazio l’azienda che si è resa disponibile, dandomi l’occasione di avvicinarmi a questo bellissimo progetto dove l’arte del vino diventa un vero elemento di connessione tra storia, cultura, natura, progettazione e realizzazione. “Quattro cantine che soprattutto condividono uno stile fondato sulla convinzione che il carattere di ogni vino non possa essere tradito in nome della rincorsa alla moda del momento, dove  cura e attenzione per la personalità di ogni singolo vitigno, accompagnata alla volontà e al lavoro per farne emergere l’espressione più elegante. I vini di queste quattro cantine che, vanno dalla Toscana alla Sicilia, sono diventati e stanno diventando grandi nel mondo.” – Fonte Castellare.

Domini Castellare di Castellina è la dimostrazione che è possibile creare un’osmosi tra i valori di un’azienda che produce vino, con una visione innovativa apportando ricchezza e rispettando il territorio, con i suoi valori intrinsechi di arte, di tradizione e di cultura. Vino e Arte sono un vero e unico valore, l’uno si fonde nell’altro.

Domini Castellare di Castellina sarà presente al Vinitaly al Pad 7 Stand E-3 del gruppo DCCTutti i loro vini sono degni di grande attenzione, ne cito alcuni presenti alla fiera:

Tirsat chardonnay e viognier in blend al 50%. Il primo vino frutto della nuova azienda con vigne fin sulla spiaggia di Porto Palo (Menfi), il terroir ideale per i due vitigni internazionali. si presenta di un colore giallo dorato. naso complesso e intenso caratterizzato da aroma di albicocche, pesche gialle, fiori bianchi, spezie e miele. In bocca una dolce intensità esotica unita a una piacevolissima freschezza che lo rende molto armonico.

I Sodi di S.Niccolò Il portabandiera di castellare, per due volte nella Top 100 di Wine spectator, ripetutamente tre bicchieri e cinque grappoli. orgoglio dell’azienda per aver potuto dimostrare la grandezza del sangioveto accompagnato da Malvasia nera. Numero di bottiglie prodotte annualmente: 30.000 Uve: sangioveto (85%) e Malvasia nera (15%) Vinificazione: in acciaio Invecchiamento: in barrique per 2/3 nuove e a lungo in bottiglia.

Baffonero 100% Merlot. al colore si presenta rosso rubino molto intenso. al naso è un’esplosione di fruttato con una varietà infinita di frutti neri, avvolti da una nota lieve di vaniglia. nel bicchiere la componente aromatica si modifica evolvendo verso il tabacco, la cioccolata e leggermente sul caffè. Numero di bottiglie prodotte annualmente: 3.000 Uve: Merlot (100%) Vinificazione: in acciaio Invecchiamento: in barriques 100% nuove.

Rocca di Frassinello  La prima etichetta, le grand vin secondo la classificazione bordolese, espressione massima del progetto italo-francese. Un vino che riesce a coniugare forza, intensità, eleganza, con tannini morbidi che lo rendono rotondo in bocca. Numero di bottiglie prodotte annualmente: 40.000 Uve: sangioveto (60%), Merlot (20%), cabernet sauvignon (20%) Vinificazione: in acciaio Invecchiamento: in barriques 80% nuove.

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