Insula sapientiae, dove è stata emessa la condanna a Galileo Galilei.

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di Sabrina Rinaldi@

La mia curiosità è come questa scala a spirale, mi porta sempre a scendere, cercare e trovare collegamenti interessanti, scoprendo sempre “cose nuove” su Roma e i suoi segreti. Certo Roma è una città complicata stratificata nel tempo e nel tempo riutilizzata. Recupero dei materiali di epoche passate, destinazione d’uso di dimore o strutture esistenti che vengono poi trasformate. Così anche quegli elementi architettonici che abbelliscono la città, nel tempo hanno vagato da un punto all’altro fino a trovare dimora. Ad esempio se parliamo dell’enorme isolato alle spalle della chiesa di Santa Maria della Minerva, noto con il nome di “Insula Domenicana“, nell’antichità ospitava i Septa Iulia, una piazza porticata dominata dal Tempio di Iside e da numerose decorazioni in stile egizio. Il desiderio  di riportare in auge a Roma il culto dei faraoni per l’Imperatore Caligola era così forte, che gli ispirò la costruzione di un enorme area monumentale dove si trovavano statue, obelischi e marmi di ogni sorta.

12_leoni-egizi_09_02Molti sono ancora visibili nella città eterna, sebbene sparsi in varie piazze e palazzi. Da qui provengono i leoni neri alla base della scalinata del Campidoglio, incredibile, così come parte della statua parlante all’ingresso di Palazzo Venezia, la famosa Madama Lucrezia (in origine Iside).

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Nei pressi della Minerva sono rimasti due piccoli obelischi che oggi decorano una fontana in piazza della Rotonda e l’invenzione dell’elefantino di Bernini.

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Il resto è stato trafugato durante il Medioevo è cancellato nel Duecento dalla costruzione del Monastero Domenicano che ancora oggi occupa l’intera area. Al di sopra si è sviluppato un insediamento privato costruito da palazzi che oggi appartengono alla Camera e al Senato e ospitano le loro biblioteche. Da qualche anno è possibile seguire  un  percorso che attraversa i due centri di studio e termina alla Biblioteca Casanatense: la cosiddetta “Insula Sapientiae.” Questo spazio porticato vero e proprio punto di scambio tra le biblioteche sorge nel 400 ma viene ampliato e risistemato nel Seicento.

A prima vista potrebbe sembrare di scarso interesse, visto che offre soprattutto scaffali a dorsi di libri di Storia e Diritto, ma in realtà è molto affascinante. Una delle sale di lettura è stata ricavata nell’antico refettorio come dimostra l’affresco ancora presente. Due delle sale decorate sono ancora oggi identificare come Sale dell’Inquisizione, che ricordano che nel Seicento si pronunciarono lì alcune tra le condanne più feroci della storia: qui da una stanzetta Galileo Galileo ha assistito in diretta alla sua condanna.

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Poco oltre un altro piccolo ambiente, che conserva la memoria della presenza di Santa Caterina da Siena la monaca che usava frequentare il Monastero Domenicano e pregare in una stanzetta che nel tempo divenne luogo di culto. Gli affreschi che la decorano opera di Antoniazzo Romano Gennaro, vennero spostati nel Seicento accanto la sagrestia della chiesa, dove ancora oggi sono visibili. Nella stessa epoca risalgono gli affreschi con le storie della santa che raccontano i suoi miracoli e l’incontro con papa Gregorio XI.

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